Calabria: un viaggio di vent’anni tra commissari e rifiuti

In un’inchiesta del 2009, quando si preannunciava la fine di un commissariamento che già durava da dodici anni ma che, come ben sappiamo, è stato poi prorogato per un ulteriore quadriennio, si evidenziavano le criticità legate alla gestione e allo smaltimento dei rifiuti in Calabria.

Il filmato dura poco più di una ventina di minuti e mette in risalto l’inutilità di un commissario per l’emergenza ambientale; figura capace di sottostare alle scelte della malapolitica e alle richieste della ‘Ndrangheta.

Il viaggio nella Calabria dei rifiuti comincia da Crotone, città dove lo smaltimento illecito degli scarti industriali della ex Pertusola- Montedison, industria metallurgica ormai chiusa, ha avvelenato l’intero territorio. Si prosegue lungo la fascia jonica citando il progetto di un altro imponente impianto di smaltimento per rifiuti da costruire a Scala Coeli (ad oggi ancora bloccato); per poi fare tappa anche a Castrovillari, altra potenziale località per la realizzazione dell’ennesima discarica.

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Miliardi di denaro pubblico bruciato non solo nel termovalorizzatore di Gioia Tauro, ma soprattutto tra gli affari loschi volti a finanziare privati sciacalli e ‘Ndrine senza pietà. Un territorio, quello calabrese, dove poche ditte guadagnano e ad arricchirsi è sempre “L’Innominato” di turno. A gestire il business dei rifiuti, oltre alla Malapianta, alla luce del sole ci sono le cosiddette società miste, pubbliche al 51% e private al 49%; in cui i profitti fanno sempre capo ai secondi.
Quasi vent’anni di commissariamento per emergenza ambientale sono stati utili solo alla moltiplicazione delle discariche illegali, circa 400, ed a bloccare il potenziamento della raccolta differenziata porta a porta. Così come a Saracena, comune virtuoso in provincia di Cosenza e sito nel Parco del Pollino, anche il resto della nostra terra potrebbe godere di una gestione pubblica e partecipata dei servizi. Ed è proprio questa l’unica soluzione che salverà la Calabria dalle perenni emergenze ambientali e dall’aumento dei tumori, causa di numerose morti dolorose.

Video Inchiesta sull’emergenza ambientale calabrese e i danni provocati

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