Se venite in Calabria, non cercate un ospedale…

1432_big

Ieri, ai calabresi, la Befana ha messo una bella notizia nella calza. Niente cenere e carbone secondo le emittenti televisive locali, che con orgoglio e un po’ di sano campanilismo, esaltavano l’ottavo posto occupato dalla Calabria nella classifica formulata da Rough Guide. Un’importante guida di viaggi ha infatti riconosciuto elevata bellezza paesaggistica alla nostra regione.

Tutti fieri del risultato raggiunto, ci mancherebbe altro.
Peccato che la nostra fierezza debba essere così ristretta, limitata. Se la morfologia del territorio ha regalato alla Calabria rare bellezze paesaggistiche da fare invidia al mondo intero, le stesse non sono state adeguatamente tutelate. Tanti i decenni che hanno dato il via alla cementificazione selvaggia capace di deturpare le coste, alle discariche costruite nella pre Sila o nella Valle del Mercure, alle istituzioni piegate al ricatto della ‘Ndrangheta e del meschino privato di turno mentre barattano gli interessi e i beni comuni in cambio di soldi, soldi e ancora soldi.

La Calabria è senza dubbio una terra tanto meravigliosa quanto contraddittoria, perché non bisogna dimenticare il suo triste primato: è la regione più povera dello Stivale.
È ipocrita esultare per “qualche complimento” quando, in una terra che dovrebbe vivere della ricchezza prodotta dal turismo e dalla cultura manca un’efficiente assistenza sanitaria, scarseggiano le infrastrutture e si vive tra costosi e inutili commissariamenti ora per la sanità, ora per una ciclica emergenza rifiuti creata ad hoc.

L’assessorato al turismo, con l’avvicinarsi della stagione estiva, spunta sempre fuori con frasi del genere: ” Calabria, una regione da visitare”. Sperando di non avere mai bisogno di un ospedale durante il periodo della villeggiatura, dovrebbe anche aggiungere. Nemmeno per la puntura di un insetto. Quale turismo di qualità vogliamo garantire  in un posto in cui , per alcune zone, l’ospedale più vicino dista circa 50 km che, fra il traffico e le strade poco scorrevoli, durante il periodo estivo  addirittura raddoppiano?
Solo qualche giorno fa l’Istituto Demoskopika pubblicava l’ips (indice di performance sanitaria) e attribuiva alla Calabria il titolo di regione più misera e malata d’Italia. Dopo il piano di riordino varato nel 2010 dalla giunta Scopelliti allo scopo di ridurre gli sprechi del settore sanitario, chiudendo ospedali invece necessari, curarsi, per i calabresi, è diventato una vera e propria Odissea.
Tra personale medico e paramedico dimezzato e sovraccaricato da un lavoro eccessivo, scarsi possibilità di effettuare degenze, nel 2013 ci sono stati almeno 356 mila  veri e propri viaggi della speranza.   Alla ricerca di una visita medica da non dover prenotare sei mesi prima, insomma…Le spese sanitarie hanno gravato pesantemente sulle famiglie, già  vessate da  forti situazioni di disagio dettate dalla crisi e dalla disoccupazione, altra terribile piaga made in Calabria. Così 277 mila persone hanno rinunciato a curarsi: tra loro, circa 4 mila attendono che il problema di salute possa risolversi da sé.

Sanità in macerie.  All’ospedale di Reggio Calabria, qualche giorno fa,  per sopperire alla mancanza dei posti letto, circa 17 barelle sono state sistemate alla meno peggio nei corridoi. E che dire dell’ospedale di confine di Praia a Mare, di cui una sentenza del Consiglio di Stato ne decreta la riapertura, e del nosocomio di Trebisacce?  Il commissario ad acta Scura non ha voluto vedere la necessità di questo fondamentale servizio, trovando mille e uno cavilli pur di lasciare i battenti chiusi. La riapertura del nosocomio praiese è visto come un affare privato, da discutere a porte chiuse senza badare a uno sciopero della fame portato avanti per giorni da un cittadino. E senza ascoltare le richieste e le necessità della popolazione, quotidianamente messa davanti al problema ospedale.

Eppure, nel corso degli anni si è tentato di porre rimedio alla mancanza di una struttura ospedaliera. Ogni energia impiegata nello sforzo di trovare una soluzione concreta è stata risucchiata  via da un’assurda burocrazia e dalle solite beghe politiche.
Perchè non importa se a Pellaro, un comune nel reggino, un ambulatorio di medicina sociale ha dovuto chiudere per un’autorizzazione mancante dopo aver curato 30 mila persone gratis.
Non interessa sapere cosa sia accaduto dopo il sopralluogo di Emergency a Praia a Mare, addirittura disposto ad aprire  un ospedale esente dal  pagamento del ticket. L’associazione umanitaria ha chiesto alla Regione Calabria solo un  permesso con cui poter intervenire. Nessuna risposta dai piani alti, mentre 60 mila persone (il triplo in estate) restano private dell’assistenza sanitaria.
E noi saremo la grande meta turistica?

Perchè da noi i nuovi posti di lavoro, la sanità, a lotta alla ‘Ndrangheta, il turismo, il trasporto pubblico, la raccolta differenziata sono gli argomenti più gettonati in campagna elettorale. Pur di occupare qualche comoda poltrona chi aspira al titolo di presidente della giunta regionale, insieme alla sua allegra compagnia, è improvvisamente da sentimenti rivoluzionari. Saliti al trono, chissà come mai, sono capaci di peggiorare le difficoltà vissute giornalmente da cittadine e cittadini che realmente vivono questa terra.
Il tempo delle chiacchiere è scaduto. Adesso tocca solo prendere un po’ di coraggio ed essere più coscienti di cosa, giorno dopo giorno, ci sta succedendo. E forse potremo essere veramente fieri delle meraviglie calabresi, perchè noi saremo i primi a valorizzarle e a proteggere un bene di tutti chiamato Calabria.

“Terra che si tira avanti tra i riti di buona fortuna,
E terra che i pescatori raccontano storie alla luna.
Terra i grandi leggende, tra il vero e la fantasia.
Terra dura, benedetta casa mia.”

 

 

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...